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	<title>Rifugi Alpi Apuane / Orto di Donna e Val Serenaia</title>
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		<title>Trekking sulle Apuane</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 12:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bacola Bianca]]></category>
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		<description><![CDATA[Per gli amanti della montagna, nelle                  vicinanze dei rifugi Orto di Donna e Val Serenaia, si possono consigliare diverse cime di particolare                 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Alpi-Apuane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-56" style="margin: 2px 7px;" title="Alpi Apuane" src="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Alpi-Apuane-300x199.jpg" alt="" width="180" height="119" /></a>Per gli amanti della montagna, nelle                  vicinanze dei rifugi <strong>Orto di Donna</strong> e <strong>Val Serenaia</strong>, si possono consigliare diverse cime di particolare                  interesse sia alpinistico che paesaggistico.</p>
<ul>
<li><strong>MONTE PISANINO</strong> <em>(il più                  alto delle Alpi Apuane con i suoi 1946 metri s.l.m.)</em></li>
</ul>
<p>Cima molto ambita sia perché è il tetto della catena                  Apuana, sia per l’impegno che richiede salirla. Vi propongo                  le due salite più frequentate, la <strong>Bacola Bianca</strong> e la normale                  dal <strong>Canale delle Rose</strong>.<br />
Dalla Bacola la salita richiede un buon allenamento e soprattutto                  una buona dimestichezza con la sensazione di vuoto che la cresta                  sommitale provoca. Si parte dal Rifugio Val Serenaia e oltrepassato                  il letto del torrente si individua immediatamente l’evidente                  sentierino che sale fino ad arrivare sul filo di cresta a circa                  1300 m. Da qui diventa difficile sbagliare percorso il filo della                  maestosa cresta, che si assottiglia mano a mano che si sale, ci                  fa da guida fino alla cima. La discesa di solito si effettua per                  la via normale Canale delle Rose). I tempi di percorrenza sono                  abbastanza lunghi, considerare 3-4 ore per la salita e 2-3 ore                  per la discesa, ma soprattutto mettere in conto il dislivello                  da percorrere circa 1000m.<br />
In alternativa si può passare dalla <strong>foce di Cardeto</strong>,                  scendere alcuni metri in direzione della Carcaraia fino ad incontrare                  il sentiero segnato di blu che si biforca verso sinistra. Da prima                  il sentiero perde quota per poter aggirare le balze rocciose degli                  omonimi Zucchi, successivamente risale fino alla sella (Sella                  Altare) che li divide dalla cima del Pisanino. Questo sentiero                  non è particolarmente difficile tranne per un piccolo tratto                  in cui si attraversa una placca rocciosa, grazie ad una cengia                  di 30-40 cm.<br />
Dalla sella si imbocca l’evidente <strong>Canale delle Rose</strong> che porta fino all’anticima e da qui seguendo gli ultimi                  metri quasi pianeggianti di cresta si raggiunge la cima vera e                  propria. Il dislivello è comunque significativo (1000 m.)                  ma è distribuito lungo il percorso in modo meno rapido,                  ed inoltre si può dividere l’escursione in due giornate                  facendo tappa presso il rifugio <strong>Orto di Donna</strong> (soluzione                  consigliata se si ha poco allenamento e si vuole godere dell’escursione,                  potendola effettuare senza grandi bagagli che possono essere lasciati                  presso il rifugio). I tempi di percorrenza sono di circa 5-6 ore                  per la salita e 4-5 per la discesa dal Val Serenaia, passando                  dall’Orto di Donna circa 1-2 ore si raggiunge la cima in                  3-4 ore.</p>
<ul>
<li><strong>MONTE TAMBURA</strong> 1890 m. <em>(per                  sci alpinismo e per escursionismo)</em></li>
</ul>
<p>Montagna di grande interesse sci-alpinistico nel periodo invernale,                  diventa interessante anche per chi la vuole scoprire nei periodi                  estivi con le più comode scarpe da trekking. Si può                  raggiungere sia partendo dal Val Serenaia, anche se abbastanza                  lungo come percorso, sia dal rifugio Orto di Donna (consigliato).                  Da quest’ultimo si raggiunge la foce di Cardeto in circa                  un’ora e con soltanto 100m di dislivello, da qui si prosegue                  verso il passo della Focolaccia, ed successivamente si percorre                  la cresta in direzione est-sud est che porta direttamente alla                  cima. Il rientro è per lo stesso percorso. Dal rifugio                  si raggiunge la cima del Tambura in circa 3-4 ore.</p>
<ul>
<li><strong>MONTE CAVALLO</strong> 1889 m. <em>(alpinismo                  invernale, creste e vie di arrampicata)</em></li>
</ul>
<p>Una delle cime minori ma non per questo meno interessante anzi                  di notevole impegno sia per percorrerne la bellissima cresta che                  lo attraversa da nord a sud sia per le diverse vie di arrampicata                  sportiva che in questi anni sono state aperte anche da alpinisti                  del calibro di Roberto Vigiani. Sia l’attacco della cresta                  che delle vie si raggiunge con circa 30-40 minuti di cammino.</p>
<ul>
<li><strong>MONTE CONTRARIO</strong> <em>(belle vie                  classiche di arrampicata, nuova via Ferrata)</em></li>
</ul>
<p>Cima che aveva perso un po’ del suo fascino negli ultimi                  anni a causa delle non ottime condizioni della roccia di alcune                  vie di arrampicata, ha conosciuto una rinascita quando tre anni                  fa è stata inaugurata la nuova via Ferrata che parte dalla                  valle degli Alberghi e percorre una bellissima costola rocciosa                  per più di 1000 metri di sviluppo e circa 800 di dislivello                  fino al Passo delle Pecore. La ferrata è senza dubbio la                  più grande e difficile delle Apuane, richiede una buona                  capacità nel sapere utilizzare le attrezzature di assicurazione                  in ferrata e soprattutto un buon allenamento sia per salirla sia                  per percorrere i lunghi sentieri che riportano alla partenza.                  Considerando che per percorrere la ferrata si impiegano circa                  3-5 ore e che le due possibilità di rientro sono dalla                  Focolaccia attraverso la foce di Porta (3-4ore), o dal sentiero                  dei Pradacetti (2-3 ore ma abbastanza impegnativo), vi consiglierei                  di organizzare la vostra gita in due giornate facendo tappa al                  Rifugio Orto di Donna che si trova praticamente adiacente all’arrivo                  della ferrata, in modo da percorrere il sentiero di rientro il                  giorno dopo riposati e soprattutto nelle ore fresche della mattina.</p>
<ul>
<li><strong>MONTE PIZZO DI UCCELLO</strong> 1781                  m. <em>(di grandissimo interesse alpinistico)</em></li>
</ul>
<p>La Montagna per eccellenza delle Apuane l’orgoglio per ogni                  alpinista della zona. Guardando l’Appennino si spalanca l’immensa                  parete nord che percorre tutto il solco d’Equi per circa                  5km e con un salto che raggiunge nel suo punto più alto                  gli 800m. Qui corrono le vie che hanno fatto la storia dell’alpinismo                  apuano, la Oppio-Colnaghi, la Biagi-Nerli, per ricordarne qual                  cune ma anche vie moderne di notevole difficoltà aperte                  dal instancabile Vigiani. La parete sud meta di moltissimi arrampicatori                  è meno maestosa ma con un infinità di vie sia classiche                  che moderne. Tra queste due bellissime pareti corrono le due creste                  della Nattapiana, stretta e lunghissima (circa 5km), e la Capradossa                  che dalla foce Siggioli, dove scende la ferrata omonima che raggiunge                  la base della parete nord, sale in direzione est-ovest,cresta                  meno lunga ma abbastanza alpinistica e spettacolare.</p>
<p>Nelle vicinanze del <strong>Rifugio Val                  Serenaia</strong>, 1100 metri s.l.m., è presente una forra attrezzata                  con chiodi a resina di circa 2 km completamente percorribile.</p>
<p>Per informazioni più                  dettagliate potete  contattare <a href="http://www.rifugialpiapuane.it/contatti/" target="_self">Cristian Balducci</a>.</p>
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		<title>Le cave e la natura</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 12:02:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cave di marmo]]></category>
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		<description><![CDATA[Una delle                  caratteristiche più sorprendenti delle Apuane è                  rappresentata dall’eccezionale varietà della flora         [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Natura-Prati-Alpi-Apuane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-51" style="margin: 2px 7px;" title="Natura Prati Alpi Apuane" src="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Natura-Prati-Alpi-Apuane-300x200.jpg" alt="" width="180" height="120" /></a>Una delle                  caratteristiche più sorprendenti delle Apuane è                  rappresentata dall’eccezionale varietà della <strong>flora                  spontanea</strong> in cui si contano circa i due terzi delle specie vegetali                  presenti nella penisola. L’ area della <strong>conca glaciale</strong> dell&#8217;<strong>Orto di Donna-Val Serenaia</strong> presenta una copertura pressoche continua di boschi cedui di faggio (<em>Fagus                  sylvatica</em>) più o meno coetanei, con diversi esemplari maestosi                  che forse derivano da antiche matricinature. In quota sono protagonisti                  i ciuffi del paleo, una graminacea estremamente resistente alle                  intemperie, in basso i ciclamini e i profumati roseti, praterie                  di narcisi, orchidee e asfodeli, gigli di San Giovanni, campanule,                  peonie e sassifraghe, arricchiscono ulteriormente tanta diversità                  biologica. Nel versante nord del <strong>Monte Contrario</strong>, a circa 1500                  metri di quota, sopravvivono, a stento gli ultimi esemplari spontanei                  di abete bianco (<em>Abies Alba</em>) delle Alpi Apuane.</p>
<ul>
<li><strong>CAVE</strong></li>
</ul>
<p><a href="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Cave-di-Marmo-Alpi-APuane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-52" style="margin: 2px 7px;" title="Cave di Marmo Alpi APuane" src="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Cave-di-Marmo-Alpi-APuane-300x225.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a>Le <strong>cave                  di marmo</strong> famose per aver fornito la materia prima per innumerevoli                  capolavori, sono ancora oggi una presenza vistosa. A capirne il                  pregio furono gia tre milioni di anni fa gli <strong>Etruschi</strong>, la purezza                  di quel candido materiale affascinò imperatori romani,                  re, papi, dittatori e sceicchi. Ormai l’attività estrattiva,                  che aveva raggiunto livelli altissimi negli anni 80-90, sta riducendosi,                  il lavoro maggiore viene svolto per recuperare i vecchi ravaneti                  (residuo di cava), attività che favorisce il ripristino                  del paesaggio, riportandolo ad uno stato meno impattante per la                  natura. Interessante è per il visitatore poter osservare quelli                  che furono gli <strong>strumenti di lavoro</strong> dei vecchi <strong>cavatori</strong>, diverse                  sono le cave dove ancora oggi si possono vedere le attrezzature                  storiche di estrazione, come i Potò che servivano da ancoraggio                  per le ruote che sostenevano il cavo elicoidale per tagliare i                  blocchi di marmo. Alcuni <strong>vecchi siti estrattivi</strong> in disuso sono stati recuperati                  e resi veri e propri musei a cielo aperto.</p>
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		<title>Vie di arrampicata</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 11:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrampicate]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi Apuane]]></category>
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		<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[Val Serenaia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei pressi                  del rifugio Orto di Donna è stata attrezzata                  una palestra di arrampicata (25 monotiri dal 4° al 7°  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Monte-Cavallo-Apli-Apuane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-41" style="margin: 2px 7px;" title="Monte Cavallo Apli Apuane" src="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Monte-Cavallo-Apli-Apuane-300x247.jpg" alt="" width="126" height="104" /></a>Nei pressi                  del rifugio <a href="http://www.rifugialpiapuane.it/rifugio-orto-di-donna/" target="_self">Orto di Donna</a> è stata attrezzata                  una <strong>palestra di arrampicata</strong> (25 monotiri dal 4° al 7°                  grado). Per chi é amante del boulder, vicino ad entrambi i rifugi,                  si può passare il tempo a tracciare passaggi nei numerosi                  blocchi di scisto presenti su gran parte della vallata. I blocchi                  più interessanti si trovano a dieci minuti dal campeggio                  e a venti minuti dal rifugio Orto di Donna in direzione della <strong> Foce di Cardeto</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>LOVABLE</strong></li>
</ul>
<p><em>R. Vigiani con L. Siliani, A.                  Mercatelli, A. Cavallo, G. e G. Gori estate 2004</em><br />
<em><strong>Sviluppo:</strong> 120 m<br />
<strong>Difficiltà: </strong>5c/6a</em></p>
<p><strong>Materiale:</strong> la via è                  interamente attrezzata a fix. Servono 2 corde da 50m, 12 rinvii.<br />
Descrizione: tre tiri su bella roccia lungo placche intervallate                  da qualche strapiombetto atletico.<br />
<strong>Accesso:</strong> dal rifugio Val Serenaia seguire il sentiero per                  la Foce di Cardeto, da qui continuare per il Passo della Focolaccia                  fino ad arrivare sotto la verticale delle vie poco dopo il Canal                  Cambron. (2h)<br />
Dal rifugio Orto di Donna prendere il sentiero per la Foce di                  Cardeto, da qui come itinerario precedente. (1h,10m)<br />
Nei mesi di luglio e agosto è esposta al sole fino al primo                  pomeriggio, la via si trova a circa 1600m.<br />
<strong>Discesa:</strong> in doppia lungo la via.</p>
<ul>
<li><strong>ARTE E MANIERA</strong></li>
</ul>
<p><em>R. Vigiani con L. Siliani, A.                  Mercatelli, A. Cavallo, G. e G. Gori estate 2004<br />
<strong>Sviluppo:</strong> 200m<br />
<strong>Difficoltà:</strong> 6a</em></p>
<p><strong>Materiale:</strong> la via è                  interamente attrezzata a fix. Servono 2 corde da 50m, rinvii utili                  nutz e friend.<br />
<strong>Descrizione:</strong> la via sale il pilastro a sinistra del Canale                  Cambron (Pilier Cambron). Dopo due facili tiri iniziali si raggiunge                  la base del pilastro vero e proprio che si sale lungo quattro                  tiri verticali su roccia ottima.<br />
<strong>Discesa:</strong> in doppia lungo la via.</p>
<ul>
<li><strong>MONTE CAVALLO</strong></li>
</ul>
<p>Fai <a href="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Monte-Cavallo-Apli-Apuane.jpg">click qui</a> per ingrandire il percorso.</p>
<ul>
<li><strong>ALTRI PERCORSI</strong></li>
</ul>
<p>Altre <strong>relazione</strong> sulle <strong>Alpi Apuane sono disponibili </strong>sul sito <a href="http://www.toscoclimb.it/public/v2/modules/rockdocg/listarticles.php?storytopic=1" target="_blank">Toscoclimb.</a></p>
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		<title>Guide Alpine</title>
		<link>http://www.rifugialpiapuane.it/2010/01/11/guide-alpine/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 20:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rifugi Alpi Apuane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le nostre Guide Alpine sono a disposizione per accompagnarvi su le più belle vie di arrampicata delle Alpi Apuane. La Guida potrà organizzare direttamente con voi uscite personalizzate, emozionanti scalte, corsi di arrampicata, salite su vie ferrate, discese nelle più emozionanti forre delle nostre montagne.
Per informazioni cribaguida@gmail.com www.prorock.it
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/logo-guide_grigio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-104" style="margin: 2px 5px;" title="logo guide_grigio" src="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/logo-guide_grigio-300x300.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Le nostre <a href="http://www.criba-mountain.com">Guide Alpine </a>sono a disposizione per accompagnarvi su le più belle vie di arrampicata delle Alpi Apuane. La Guida potrà organizzare direttamente con voi uscite personalizzate, emozionanti scalte, corsi di arrampicata, salite su vie ferrate, discese nelle più emozionanti forre delle nostre montagne.</p>
<p>Per informazioni <a href="mailto:cribaguida@gmail.com">cribaguida@gmail.com</a> <a href="http://www.prorock.it">www.prorock.it</a></p>
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		<title>Stiamo lavorando al sito&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 21:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quindi non disperate. Faremo in modo di tornare on-line con tutti i contenuti entro poco tempo. Per qualsiasi informazione, richiesta e contatto, scrivere a info@rifugialpiapuane.it o chiamare il 347 3663542.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quindi non disperate. Faremo in modo di tornare on-line con tutti i contenuti entro poco tempo. Per qualsiasi informazione, richiesta e contatto, scrivere a <a href="mailto:info@rifugialpiapuane.it">info@rifugialpiapuane.it</a> o chiamare il 347 3663542.</p>
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