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	<title>Rifugi Alpi Apuane / Orto di Donna e Val Serenaia &#187; Etruschi</title>
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		<title>Le cave e la natura</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 12:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alpi Apuane]]></category>
		<category><![CDATA[Cave di marmo]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Natura-Prati-Alpi-Apuane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-51" style="margin: 2px 7px;" title="Natura Prati Alpi Apuane" src="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Natura-Prati-Alpi-Apuane-300x200.jpg" alt="" width="180" height="120" /></a>Una delle                  caratteristiche più sorprendenti delle Apuane è                  rappresentata dall’eccezionale varietà della <strong>flora                  spontanea</strong> in cui si contano circa i due terzi delle specie vegetali                  presenti nella penisola. L’ area della <strong>conca glaciale</strong> dell&#8217;<strong>Orto di Donna-Val Serenaia</strong> presenta una copertura pressoche continua di boschi cedui di faggio (<em>Fagus                  sylvatica</em>) più o meno coetanei, con diversi esemplari maestosi                  che forse derivano da antiche matricinature. In quota sono protagonisti                  i ciuffi del paleo, una graminacea estremamente resistente alle                  intemperie, in basso i ciclamini e i profumati roseti, praterie                  di narcisi, orchidee e asfodeli, gigli di San Giovanni, campanule,                  peonie e sassifraghe, arricchiscono ulteriormente tanta diversità                  biologica. Nel versante nord del <strong>Monte Contrario</strong>, a circa 1500                  metri di quota, sopravvivono, a stento gli ultimi esemplari spontanei                  di abete bianco (<em>Abies Alba</em>) delle Alpi Apuane.</p>
<ul>
<li><strong>CAVE</strong></li>
</ul>
<p><a href="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Cave-di-Marmo-Alpi-APuane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-52" style="margin: 2px 7px;" title="Cave di Marmo Alpi APuane" src="http://www.rifugialpiapuane.it/wp-content/uploads/2010/01/Cave-di-Marmo-Alpi-APuane-300x225.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a>Le <strong>cave                  di marmo</strong> famose per aver fornito la materia prima per innumerevoli                  capolavori, sono ancora oggi una presenza vistosa. A capirne il                  pregio furono gia tre milioni di anni fa gli <strong>Etruschi</strong>, la purezza                  di quel candido materiale affascinò imperatori romani,                  re, papi, dittatori e sceicchi. Ormai l’attività estrattiva,                  che aveva raggiunto livelli altissimi negli anni 80-90, sta riducendosi,                  il lavoro maggiore viene svolto per recuperare i vecchi ravaneti                  (residuo di cava), attività che favorisce il ripristino                  del paesaggio, riportandolo ad uno stato meno impattante per la                  natura. Interessante è per il visitatore poter osservare quelli                  che furono gli <strong>strumenti di lavoro</strong> dei vecchi <strong>cavatori</strong>, diverse                  sono le cave dove ancora oggi si possono vedere le attrezzature                  storiche di estrazione, come i Potò che servivano da ancoraggio                  per le ruote che sostenevano il cavo elicoidale per tagliare i                  blocchi di marmo. Alcuni <strong>vecchi siti estrattivi</strong> in disuso sono stati recuperati                  e resi veri e propri musei a cielo aperto.</p>
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